Twitter e l’onda lunga del Terremoto

Twitter è diventato il mezzo primario di diffusione delle notizie, che si tratti della primavera araba ( Jan25 su Google)

Jan25 on Google

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oppure di eventi naturali come le scosse di terremoto che sono state avvertite nel Nord Italia ieri sera 24 gennaio alle 00:54 (10km da Verona) e questa mattina 25 gennaio alle 09:06 (13km da Parma) (n.b. in questo post sono riportate solamente le scosse con mag > 4.0 in quanto rilevanti ai fini di potenziali pericolo e danni correlati).

L’aspetto più interessante  in merito al terremoto è l’analisi della coda lunga dei tweets.

Dai primi tweets “emessi” a ridosso dell’evento naturale, molto focalizzati nel dare notizie, si è arrivati rapidamente all’uso ludico dell’hashtag #terremoto, introducendo rumore e rischiando di fatto di vanificare l’uso del “canale”.

Vediamo nel dettaglio.

Nei primi tweets, in particolare a ridosso della prima scossa del 25 alle 00:54 riportano

la magnitudo e localizzazione epicentro

 

le prime foto scattate

 

tweets che evidenziano la totale, si totale, assenza di copertura dei media tradizionali

 

Oltre all’uso prettamente informativo, di servizio, rapidamente è emerso un uso ludico dell’hashtag #terremoto:

sono emersi tweets che paragonano l’evento naturale allo sfortunato evento della Concordia

 

chi tenta arditi collegamenti con l’attualità politica

 

chi annuncia “danni devastanti” e referenzia foto di batterie alkaline

 

chi da consigli per improbabili acquisti

 

chi trova comunque un lato “interessante” nell’evento

 

Nel rumore di fondo che si è creato, ogni tanto, fortunatamente, emergono notizie rilevanti

sms di evacuazione ma di dubbia provenienza

 

motivazioni del ritardo dei treni

 

propagazione di comunicazioni della Protezione Civile di Verona

e consigli per la Protezione Civile stessa

 

chi sottolinea che sono trascorse 6 ore ed evidenzia l’inutilità

 

Quest’ultimo tweet mette in risalto l’evidente asincronia temporale tra il flusso dei tweets e l’evento stesso, sono trascorse 6 ore dall’ultima scossa rilevante, la timeline si è riempita di informazioni irrilevanti sino al punto di coprire, con il “rumore” prodotto, le poche informazioni utili.

Durante la mattinata si è raggiunto un picco di 10.000 tweets/ora, come riporta in un tweet Luca Alagna

 

Ora se nel flusso delle informazioni una parte molto rilevante è composta da messaggi, come dire, quantomeno non rilevanti, vien da se che il “canale” rischia di diventare inutilizzabile.

Che serva tornare al fatidico e laconico messaggio di servizio

lasciate le linee libere per le emergenze” ?

Update

Nel frattempo i media tradizionali riportano la notizia con un enfasi incomprensibile

Ecco, appunto, perchè raccontare il terremoto usando parole come inferno, paura, se non ci sono state ne vittime ne danni rilevanti?

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4 thoughts on “Twitter e l’onda lunga del Terremoto

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  2. Pingback: Twitter: #nevearoma analogie con il caso #sucate | Luca Perugini

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