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NYTimes Cascade

Può l’innovazione uscire dal mondo della carta stampata? Il New York Times lo dimostra

Può la carta stampata fare innovazione?  Si.

Prendiamo l’esempio  del New York Times, il quale con il suo laboratorio di Ricerca e Sviluppo NTYLABS ha realizzato un prodotto molto interessante: Cascade.

Cascade allows for precise analysis of the structures which underly sharing activity on the web.

Cascade - visualizzazione interazioni su Social Media

“We developed this tool that lets us see what stories are trending, so now we’ve created an API that lets our ad server talk to this tool, and we’ve created an ad product called Sparking Stories, where an advertiser can come in and buy a package of stories that are trending right now on Twitter, irrespective of section or context or topic — just the stories that are really breaking through right now on social media.”
(PaidContent: The NYT is doing something smart by using Twitter trends to target ads)

 

In questo video se ne può cogliere il potenziale della visualizzaione temporale delle interazioni generate da un articolo,  le varie ramificazioni dovute a RT o altri articoli/agenzie/giornali che rilanciano la notizia

L’aspetto più interessante è che Cascade non è il prodotto di una startup, ma è ciò che può uscire anche da un giornale tradizionale, a patto che abbia un management che riesca a vedere oltre le rotative e non rincorra le tecnologie, che non si limiti ad inserire, nel cartaceo, l’n-simo gadget, o pensar di evolvere, non estinguersi, semplicemente trasferendo i suoi contenuti editoriali sul mobile.

(grazie a Pierluca Santoroil Giornalaio per lo spunto di riflessione)

Operazione Italia Digitale: (tentare di ) abbattere il Digital Cultural Divide

Da una riflessione su Indigeni Digitali si è consolidata un’idea che mi frulla nella testa da diversi mesi: dotare ogni anziano di un iPad.

Qualche mese fa, in visita ad una parente, costretta in casa per difficoltà di deambulazione, ho mostrato un’iPad: ho visto i suoi occhi brillare, come non avevo visto oramai da tanto, troppo tempo.

All’improvviso la sete di conoscenza riaffiora, nonostante l’aridità a cui era, ed è, stata costretta da anni di passività da tubo catodico.

Scoprire Google Earth, la possibilità di vedere i luoghi della sua infanzia, della sua vita… di vederli tutti d’un fiato… sentire il suo cuore, la sua mente pulsare, è stata un’esperienza entusiasmante e condivisa.

Poi, tutto si arena di fronte all’aspetto economico: “bello, bellissimo… ma quanto costa?… ah… e come faccio con la mia pensione?… no no… grazie… bello però”.

Che tristezza.

Saluto, vado via assorto da mille pensieri, certo… potrei regalarglielo… ma quanti anziani si trovano nella stessa condizione?

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Maria Montessori

Scuola Montessori: la base per dare un futuro al paese

Maria Montessori

Maria Montessori

Oggi sono entrato in una Scuola Montessori.

E’ un’esperienza che tutti devono provare. Se non si vede con i propri occhi non si può comprendere.
Bambini di 2-3-4 anni ognuno dedito ad un’attività, chi impasta, chi si sbuccia una banana aiutandosi con un coltello, coltello da adulti, chi colora, chi si prepara il cibo, chi ritaglia delle figure con un punteruolo… il tutto in silenzio, ma non il silenzio che possiamo immaginare, obbligato dalle educatrici… no, è il silenzio che noi tutti sperimentiamo quando siamo concentrati in una particolare azione.

E’ davvero spettacolare.

Girando nella scuola, attrezzata in modo da soddisfare le curiosità le necessità dei bambini, ho visto un quadretto con questa frase

Aiutami a fare da me

Una semplice frase che racchiude tutta la valenza del modello formativo montessoriano. Modello da non confondere con una forma di “anarchia”, in quanto il ruolo del maestro è cruciale nel percorso formativo del bambino

La Montessori sosteneva l’importanza del maestro nell’educazione e gli riconosceva un alto grado di responsabilità nella formazione del bambino e a tale scopo riteneva fondamentale che il maestro conoscesse la psicologia, la psichiatria e la pedagogia.  (fonte: Maria Montessori: storia di una donna e di un metodo pedagogico. Dall’Italia al mondo)

Modello che ha un riconoscimento internazionale, modello che ha “sfornato” menti come Larry Page e Sergey Brin (soci fondatori di Google ), come tante altre menti brillanti (fonte: Larry Page and Sergey Brin, Founders of Google.com, Jeff Bezos of Amazon.com, and many others, credit Their Montessori Education For Much Of Their Success)

Bene, ma allora se il modello è valido, se i risultati sono di alto livello… perchè, perchè questo paese ha scelleratamente rimosso l’esperienza montessoriana?

Aiutatemi a capire.
Aiutatemi a capire perchè questa nazione non sia in grado di valorizzare le proprie eccellenze.
Aiutatemi a capire perchè questa nazione non investa nel futuro, non investa nel vero capitale, il capitale umano.

 

Startup & Scuola: proposta fatta a InnovatoriJam2011

Innovatori Jam 2011 il primo evento sociale virtuale di intelligenza collettiva organizzato dall’Aginnovazione.
Nella prima giornata ci sono stati oltre 1800 post e oltre il 40% degli utenti ha partecipato con almeno un post.

Durante la prima giornata ho lanciato questa idea, Startup & Scuola

Che ne dite di promuovere dei momenti formativi inerenti le Startup per il quinto anno delle superiori?

Progetto Nazionale finalizzato a:

  • diffondere la cultura di impresa
  • far conoscere i tanti nomi degli italiani che hanno avuto successo (Siagri/Eurotech, Peldi/Balsamiq, Capobianco/Funambol, Marietti/Mashape, Dettori/Vitaminic, etc etc) magari utilizzando lo storytelling di ItalianidiFrontiera
  • selezionare idee imprenditoriali
  • avviare degli incubatori regionali con finanziamenti minimi (30/40k€ per 3 mesi, con Demo-Day al termine per selezionare le idee promettenti), sul modello Y-Combinator

Che ne pensi? Aggiungi il tuo commento su Innovatori Jam, ci sono ancora 10 ore per dare il tuo contributo: basta iscriversi e partecipare con le proprie idee!

La libertà è Partecipazione
L’Innovazione è Collaborazione!

 

Ha senso frequentare una StartupSchool?

Startup Weekend Phoenix 2010 - Day 3 (via curtm95)

Startup Weekend Phoenix 2010 - Day 3 (via curtm95)

Secondo me no… non ha senso pagare per frequentare una Startup School.

Avrebbe molto senso

  • fare scouting, creare dei team (2-4 persone)
  • mettergli a disposizione le risorse per lavorare su un progetto per 4 mesi(16-32k€)
  • al termine valutare i team che promettono e su di loro fare un seed con tetto max 10% di equity

Il resto, ho tanto l’impressione che faccia più il giuoco di chi organizza che di chi frequenta.

Che ne pensate?

P.S.:
– ho sottoposto questa domanda anche nel gruppo FB Italian Startup Scene